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Tratto da :

 

GUIDA al LAVORO

Il Sole 24Ore - Pirola n. 26 - 24 giugno 2005

Assegno per il nucleo familiare: i modelli per l’erogazione al coniuge

Gabriele Bonati  -  Consulente aziendale

L’Istituto ha predisposto l’apposita modulistica che permette al coniuge dell’avente diritto di percepire direttamente l’assegno

L’ Inps, con la circolare n. 77 del 16 giugno 2005 (sotto riportata), ha fornito le prime istruzioni operative finalizzate alla corretta applicazione del comma 559 dell’articolo 1 della legge n. 311/2004 e del relativo decreto ministeriale del 4 aprile 2005 attuativo (in Guida al Lavoro n. 25/2005, pag. 16).

Le predette disposizioni stabiliscono che, con decorrenza 1° gennaio 2005, l’assegno per il nucleo familiare deve essere erogato, previa domanda, al coniuge dell’avente diritto (quest’ultimo è il richiedente l’assegno), purché il coniuge stesso non sia titolare di un autonomo diritto a richiedere la sopracitata prestazione economica.

 

Le istruzioni Inps

Le istruzioni operative fornite dall’Istituto previdenziale, che si rifanno alle disposizioni contenute nel menzionato decreto ministeriale del 4 aprile 2005, precisano quanto di seguito illustrato.

 

Soggetto che può esercitare il diritto

Il coniuge non titolare di un autonomo diritto a richiedere la prestazione economica (non deve quindi essere lavoratore dipendente, pensionato oppure titolare di una prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente che dia diritto, nel rispetto dei relativi requisiti, anche all’assegno per il nucleo familiare); condizione quest’ultima che viene autocertificata, dal soggetto interessato, nel modulo apposito predisposto dall’Inps.

 Conseguenze della norma

La disposizione in questione riguarda esclusivamente l’individuazione del soggetto al quale erogare materialmente l’assegno.

Rimangono, quindi, confermate le regole e le condizioni (componenti il nucleo familiare, reddito familiare di cui almeno il 70 per cento da lavoro dipendente) che danno titolo al riconoscimento dell’assegno.

 

Modalità di richiesta

Il coniuge interessato che intenda avvalersi del citato diritto deve presentare apposita domanda:

- al datore di lavoro dell’altro coniuge avente diritto, titolare di rapporto di lavoro subordinato (soggetto che presenta o ha presentato al proprio datore di lavoro la domanda di assegno per il nucleo familiare); in assenza della richiesta di Anf da parte del lavoratore dipendente o del pensionato o, ancora, del titolare della prestazione Inps, il coniuge di quest’ultimo non può presentare la richiesta autonomamente, vale a dire senza la sottoscrizione del coniuge dipendente (fatti salvi i diritti autonomi previsti dall’art. 211 della legge n. 151 del 1975), in quanto il coniuge dovrebbe presentare non solo l’opzione ma anche la composizione del nucleo familiare e del reddito familiare;

 

Legge n. 151/1975 - Art. 211

Il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge.

 

- all’Inps, se l’altro coniuge richiedente l’assegno è titolare di pensione, di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (a progetto e non a progetto) o di prestazione sostitutiva del reddito di lavoro dipendente che fa maturare l’assegno (per esempio:

mobilità, prestazioni antitubercolari, Cigs con pagamento diretto da parte dell’Inps, ecc.).

Il coniuge può presentare la citata richiesta unitamente alla documentazione (Anf/Dip.; Anf/Gest/ Sep; Anf/Prest; Anf/Pens) che l’altro coniuge presenta al soggetto erogatore (datore di lavoro che anticipa gli assegni agli aventi diritto per conto dell’Inps o direttamente dall’Inps).

In attesa della revisione grafica della predetta modulistica, l’Istituto previdenziale ha istituito specifici modelli di domanda da affiancare a quelli ordinari sopra citati; in particolare:

- Anf/Dip 559: domanda da inoltrare al datore di lavoro dell’altro coniuge avente diritto all’assegno;

- Anf/Pens - B559 o P559: domanda da inoltrare all’Inps erogatore della pensione dell’altro coniuge avente diritto, a seconda se intende riscuotere l’assegno in banca (B) o in posta (P);

- Anf/Prest 559: domanda da inoltrare all’Inps erogatore della prestazione sostituiva del reddito di lavoro dipendente.

La predetta modulistica dovrà essere allegata ai rispettivi moduli di ordinaria richiesta di Anf da parte degli aventi diritto all’assegno (Anf/Dip per il lavoro dipendente;

Anf/Pens per i pensionati;

Anf/Pres per i titolari di altre prestazioni economiche) o trasmessa, successivamente, in via autonoma se la modulistica ordinaria è già stata presentata.

 Pagamento dell’assegno

L’assegno sarà corrisposto al coniuge dell’avente diritto dal datore di lavoro o dall’Inps secondo le modalità indicate dal coniuge stesso (il modulo di domanda prevede i seguenti sistemi di pagamento: assegno circolare/postale; accredito sul conto corrente bancario/postale).

Il diritto da parte del coniuge del lavoratore dipendente o del pensionato o del soggetto titolare di prestazione economica Inps (richiedente l’assegno) di ricevere direttamente la prestazione economica decorre dal primo assegno utile successivo alla ricezione della richiesta da parte del datore di lavoro o dell’Istituto previdenziale (vale a dire che non si retroagisce fino a gennaio 2005 se gli assegni, prima della richiesta, siano già stati corrisposti al dipendente richiedente).

Diversamente, qualora la richiesta preveda il diritto di ricevere assegni arretrati, e nella domanda sia presente l’opzione del coniuge del dipendente, gli assegni stessi, decorrenti dal 1° gennaio 2005, saranno corrisposti al coniuge.  

  Somme indebite corrisposte al coniuge

Se al coniuge dell’avente diritto vengono erogati assegni maggiori di quelli spettanti (ad esempio per mancata comunicazione da parte del dipendente di una variazione che incide nella determinazione dell’assegno o per altri motivi), il recupero delle prestazioni indebite verrà effettuato direttamente dallo stipendio dell’altro coniuge lavoratore dipendente (il datore di lavoro provvederà poi a riversarli all’Inps) o dalle prestazioni Inps di cui gode l’altro coniuge;  

  La gestione dell’Anf per i datori di lavoro

I datori di lavoro continueranno a determinare l’assegno per il nucleo familiare con le consuete modalità (le nuove disposizioni hanno inciso esclusivamente nell’individuazione del soggetto a cui l’assegno deve essere materialmente erogato).

Si ricorda che i dipendenti, poten ziali destinatari dell’Anf devono rinnovare la modulistica reddituale per la determinazione del diritto o meno di continuare a ricevere l’assegno per il periodo 1° luglio 2005-30 giugno 2006 (v. Guida al Lavoro n. 24/2005, pag. 10).

 

Operatività per i lavoratori dipendenti  

Il datore di lavoro predispone il cedolino paga del proprio dipendente, con le consuete modalità, comprendendovi anche l’assegno per il nucleo familiare (ciò per permettere alla procedura paghe di compilare correttamente il mod. DM10/2 per il recupero delle somme, sia per la corretta compilazione del flusso Emens), dal netto a pagare sarà poi scorporato l’ammontare dell’assegno che dovrà essere pagato direttamente al coniuge del dipendente con le modalità che quest’ultimo ha comunicato (conto corrente, necessariamente diverso da quello del coniuge dipendente, altrimenti l’opzione si rileverebbe inutile, o assegno bancario o circolare/postale; si ritiene di escludere il pagamento in contanti).

Le spese inerenti alla modalità di pagamento dell’assegno, si ritiene, debbano rimanere a carico del datore di lavoro.

 

Busta paga

In alternativa all’indicazione del doppio «netto a pagare», si potrebbe ipotizzare di passare a cedolino paga una voce di trattenuta «Anf pagato al coniuge», il nuovo «netto a pagare» rappresenterebbe quindi l’ammontare stipendio paga spettante al dipendente.

Nessuna nuova istruzione (nemmeno di carattere statistico) è contenuta nella circolare Inps n. 77 riguardo la compilazione del mod. DM10/2 e del flusso mensile Emens. Conseguentemente, il recupero degli assegni corrisposti al dipendente o al suo coniuge (ove richiesta), continuerà ad essere eseguito attraverso il mod. DM10/2 - quadro d, con le consuete modalità, così come per la restituzione di eventuali indebiti (quadri B/C). Anche le informazioni richieste dalla procedura Emens (tabella Anf, numero Anf e classe Anf) continueranno quindi ad essere fornite con riferimento al dipendente richiedente.

 

Disciplina speciale

Le disposizioni in commento non si applicano in presenza della disciplina dettata dall’art. 211 della legge n. 151/1975.

Vale a dire, che continua ad operare la disposizione che attribuisce al coniuge affidatario l’esclusiva legittimazione a chiedere l’assegno sia come soggetto direttamente tutelato sia a fronte della medesima tutela accordata all’altro coniuge, quando egli stesso non sia titolare di una propria posizione protetta.  

 

 

 

INPS - CIRCOLARE  16 GIUGNO 2005, N. 77

Oggetto: Erogazione dell’assegno per il nucleo familiare al coniuge dell’avente diritto. 

 

Sommario: L'assegno per il nucleo familiare viene erogato, previa domanda, al coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno dal datore di lavoro dell’altro coniuge o dall’Inps  

 

 Come è noto, l’art. 1, comma 559 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 stabilisce che, a decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2005, l’assegno per il nucleo familiare viene erogato al coniuge dell’avente diritto.

La stessa norma prevede che le relative disposizioni attuative siano fornite mediante l’emanazione di un decreto del Ministro del lavoro e della politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Con decreto del 4 aprile 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2005 sono state dettate le disposizioni di attuazione dell’art. 1, comma 559, della legge citata che di seguito vengono illustrate.

Legittimato all’esercizio del diritto previsto dall’art. 1, comma 559, della legge n. 311/2004, ai sensi del comma 1 dell’art. 1 del decreto, è il coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, ossia il coniuge che non ha un rapporto di lavoro dipendente ovvero non è titolare di pensione o di prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente, fermi restando i requisiti di cui all’art. 2 del decreto legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.

Con ciò s’intende che l’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire in base alle disposizioni vigenti in materia con riferimento all’avente diritto e che il dettato del comma 559 riguarda esclusivamente l’erogazione materiale della prestazione relativa all’intero nucleo familiare.

Si sottolinea che tale diritto può essere esercitato anche dal coniuge dei soggetti iscritti alla gestione separata dei lavoratori autonomi, di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, poiché l’art 5, comma 1, del Dm 4 aprile 2002 ha esteso, a decorrere dall’1.1.1998, la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare di cui alla legge n. 153/1988 ai suddetti lavoratori.

Il coniuge dell’avente diritto che intenda avvalersi della norma di cui trattasi deve presentare apposita domanda, formulata nel modulo ANF/DIP presentato dall’altro coniuge al datore di lavoro, nel caso in cui la prestazione sia erogata da quest’ultimo per conto dell’Inps; nelle ipotesi in cui l’Istituto eroga direttamente l’assegno, la domanda andrà formulata sui modelli inoltrati all’Inps per le diverse prestazioni. Nelle more dell’implementazione di tali modelli, si utilizzerà il modello ANF/PREST 559, che andrà ad integrare i moduli inoltrati all’Inps, e il modello ANF/DIP 559 che si affiancherà al modulo ANF/DIP. I pensionati presenteranno i modd. ANF/PENS-B 559 e ANF/PENS-P 559, a seconda che intendano riscuotere l’assegno presso la banca o presso la posta.

L’art. 1, comma 2, del decreto fa salva, inoltre, la possibilità da parte del coniuge di cui trattasi di esercitare il diritto di cui all’art. 1, comma 559, della legge 311/2004, successivamente alla presentazione del modello ANF/DIP e dei modelli inoltrati all’Inps, presentando in via autonoma un’apposita domanda.

In tal caso la richiesta verrà redatta sui moduli ANF/ PREST 559 e ANF/PENS 559 per l’Inps e ANF/DIP 559 per i datori di lavoro e dovrà contenere i dati necessari al pagamento della prestazione. Pertanto la facoltà, prevista dal comma 2 dell’art. 1 del decreto, può essere esercitata solo relativamente al pagamento della prestazione, il cui diritto e la cui misura sono calcolati sulla base della domanda presentata dall’avente diritto.

Spetterà al soggetto competente al pagamento, secondo la disciplina dell’assegno per il nucleo familiare (datore di lavoro per i pagamenti a conguaglio, Inps per i pagamenti diretti), al quale deve essere presentata la domanda, erogare la prestazione al coniuge non titolare di un autonomo diritto alla corresponsione dell’assegno, secondo le modalità indicate dallo stesso, per i pagamenti non ancora disposti alla data di ricezione della domanda.

Per i pagamenti diretti a cura dell’Istituto le procedure saranno implementate opportunamente e verrà data comunicazione dell’aggiornamento con specifici messaggi.

Il comma 3 dell’art. 1 disciplina, poi, l’ipotesi in cui siano stati erogati importi superiori a quelli dovuti per la mancata tempestiva comunicazione di variazioni che incidono sul diritto e sulla misura della prestazione, affidando al datore di lavoro o all’Inps il recupero di tali importi sulle retribuzioni o sulle prestazioni erogate.

Il recupero della prestazione indebitamente erogata o corrisposta in misura superiore a quanto dovuto verrà effettuato secondo i criteri vigenti per il recupero delle somme corrisposte indebitamente a titolo di assegno per il nucleo familiare.

Il decreto, da ultimo, fa salvo il disposto dell’art. 211 della legge n. 151 del 19 maggio 1975, con la conseguenza che continua ad applicarsi, nell’ipotesi di coniuge cui i figli sono affidati, la disciplina che attribuisce al coniuge affidatario l’esclusiva legittimazione a chiedere l’assegno sia come soggetto direttamente tutelato, sia in quanto fruente della medesima tutela accordata all’altro coniuge, quando egli stesso non sia titolare di una propria posizione protetta. Resta pertanto esclusa, per il coniuge non affidatario, la possibilità di avvalersi del diritto di cui all’art. 1, comma 559, della legge n. 311/2004.  


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